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Il coro ligneo

All’interno del Coro, la parte posteriore della chiesa, trovava posto l’altare settecentesco donato dal Re di Napoli Francesco II di Borbone a Mons. Francesco Saverio Apuzzo nel 1856, proveniente dalla chiesa napoletana di San Marcellino. Nel 1938, durante la sistemazione dell’area presbiteriale voluta da Mons. Paolo Jacuzio, al posto delll’altare fu sistemato il bel coro ligneo di noce del Caucaso, ricco di intagli ed intarsi, opera eseguita da valenti artigiani locali che, per l’accuratezza e la perfezione dell’esecuzione, ne fanno un’opera di ingente valore artistico.

La pala grande sul fondo è opera d’ignoto del 1600 e rappresenta gli Apostoli Filippo e Giacomo, e nella parte superiore del tempio marmoreo è collocata in un tondo una squisita pittura su tavola raffigurante la Madonna della Purità, lavoro del 1400.

Cupola sovrastante il coro

Nella cupola che sovrasta il coro, ricca di stucchi floreali, si ammirano affrescati negli otto spicchi che la dividono i Santi compatroni della Diocesi, lavoro eseguito nel 1902 dagli artisti napoletani Pietro Barone ed Augusto Moriani.

Il soffitto della cattedrale

Il soffitto della navata centrale della Cattedrale di Sorrento è interamente dipinto su tela con fantasioso intreccio di volute, fiori, frutta e putti, opera di Francesco Francareccio (1711) che, in un ovale sormontato dalle insegne metropolitane e vescovili, ritrasse il committente Mons. Filippo Anastasio.

Al centro del soffitto vi sono tre grandi tele, opera che i fratelli Oronzo e Nicola Malinconico eseguirono tra il 1706 ed il 1715, in cui si ammirano tra uno stuolo d’angeli, in quelle laterali, i Santi compatroni della Diocesi: Sant’Antonino abate (625), San Renato vescovo sorrentino (425), San Valerio vescovo di Sorrento (453), San Gennaro vescovo di Benevento e martire (514) e San Bacolo vescovo di Sorrento (660).

Nella tela centrale è invece rappresentato il martirio dei primi cristiani di Sorrento (230-240 d.C.) Quinto, Marco ed altri undici compagni.